L'automonitoraggio glicemico domiciliare è imprescindibile nel diabete tipo 1. E' confermato da una ricca letteratura.
Studi condotti anche in Italia hanno dimostrato che esso è utile anche nel diabete tipo 2, a patto che la persona con questa comunissima varietà di diabete (oltre 3 milioni di italiani) sia stata addestrata ad un automonitoraggio ben strutturato e che le misurazioni siano valutate attentamente con il team diabetologico per ispirare le scelte terapeutiche e per comprendere l'impatto sulle glicemie esercitato dell'alimentazione, dell'attività fisica, ecc.
Uno studio recentissimo ha dimostrato che, rispetto a coloro che non lo fanno, le persone con diabete tipo 2 che condividono spesso le informazioni del diario glicemico con il team diabetologico hanno un migliore controllo metabolico (emoglobina glicata al livello desiderabile) e quindi una bassa probabilità di sviluppare complicanze della malattia. Quindi lo slogan è: misurare bene e condividere sempre per sfruttare le informazioni raccolte.