10/05/2017 - Dobbiamo preoccuparci del batterio della meningite o di altri batteri ben più subdoli, coinvolti anche nello sviluppo del diabete?

Da settimane la stampa riferisce di casi di meningite, purtroppo talora fatali. Questo ha generato preoccupazioni e dubbi sulla opportunità di vaccinarsi.
La statistica sui casi di meningite registrati in Italia degli ultimi 4 anni, tuttavia, non sostiene preoccupazioni, se ce ne devono essere, maggiori che in passato. Si tratta di numeri molto simili (circa 1600 casi per anno in media). Nel 2016 i casi sono stati un po' inferiori che nell'anno precedente (circa 200 in meno) e simili a quelli del 2014 e 2013. Quindi non c'è stato alcun incremento dei casi ma solo una maggiore copertura mediatica che ha portato alla preoccupazione per il rischio di ammalare. Conclusione: i casi sono sporadici e non sono in aumento. Se non ci si è vaccinati negli anni scorsi non c'è motivo di farlo adesso. Ovviamente resta legittimo e comprensibile il desiderio individuale di essere vaccinati.
A proposito di batteri, un recentissimo contributo della ricerca italiana conferma che la flora batterica intestinale, modificato dal tipo di alimentazione che ormai è lo standard dei paesi occidentali (e non solo) è verosimilmente coinvolta nello sviluppo del diabete tipo 1, oltre che del diabete tipo 2.
La probabilità di sviluppare il diabete è straordinariamente più alta di quella (vicino allo zero) di contrarre la meningite. Il vaccino per il diabete, sicuramente di tipo 2 ma forse anche di tipo 1, non costa nulla, anzi vaccinarsi si tradurrebbe in un risparmio sul carrello della spesa: il vaccino si chiama "mangiare un po' meno". Purtroppo non è dose unica ma va fatto tutti i giorni.
Cerchiamo tutti insieme di vaccinarci contro il diabete. Conviene molto di più rispetto a vaccinarsi contro la meningite.

 

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