Da molti anni la terapia del diabete può basarsi su strumenti sempre più piccoli e sofisticati che infondono in continuo insulina mediante piccolissimi cateteri collocati sottocute (microinfusori).
In tempi più recenti ai microinfusori possono essere abbinati altri piccoli strumenti che misurano in continuo la glicemia con altri microcateteri collocati sottocute (sensori del glucosio). Il paziente può quindi regolare manualmente la velocità di infusione dell'insulina a seconda del variare della glicemia. Si tratta quindi di sistemi "ad ansa aperta" in cui è l'uomo e non la macchina a decidere. Questi sistemi hanno quindi un limite intrinseco. Ciononostante, i soggetti con diabete tipo 1 trattati con microinfusore e sensore hanno un controllo glicemico migliore e quindi meno complicanze dei soggetti trattati con multiple iniezioni quotidiane.
Il passo successivo è poter disporre di sistemi "ad ansa chiusa" (pancreas artificiale) in cui la pompa che infonde insulina riceve in continuo informazioni sul variare della glicemia, elabora i dati e regola in autonomia la velocità di infusione dell'ormone.
La terapia con pancreas artificiale sarà una realtà entro pochi anni e rivoluzionerà la terapia del diabete.
Il pancreas artificiale è in fase avanzata di sviluppo e applicazione pratica anche in Italia, sostenuto anche con fondi messi a disposizione da "Diabete Ricerca".