13/10/2017 - Rifiuto dell'insulina nel diabete tipo 2

Un recentissimo studio americano ha evidenziato, quantificandolo nella realtà statunitense, un fenomeno purtroppo noto anche in Italia: il rifiuto di molti pazienti con diabete tipo 2 di iniziare la terapia insulinica raccomandata per un diabete mal controllato dalla terapia in corso. Lo studio è stato condotto in oltre 3000 soggetti a cui era stata raccomandata per la prima volta la terapia insulinica e di cui erano disponibili le note scritte dal proprio medico di famiglia sulla loro cartella clinica.
In circa il 30% dei casi la terapia è stata rifiutata. Circa il 40% di questi soggetti ha successivamente accettato la terapia ma questo è avvenuto mediamente oltre due anni dopo. Due anni di negoziato sulla necessità di avviare quella terapia durante i quali lo scompenso del diabete ha fatto certamente danni.
Danni che si sono certo prodotti anche in quel 60% di soggetti in cui la terapia insulinica non è stata iniziata neppure successivamente. Lo studio non riporta le ragioni del rifiuto ma possiamo immaginarle. Alcune sono certo attribuibili al medico che non è stato in grado di spiegare in maniera efficace al paziente come tale terapia fosse per lui un "salvavita" e non è riuscito a tranquillizzarlo sulla relativa facilità della terapia oggi che sono disponibili penne pre-riempite molto maneggevoli e aghi indolori.
Altre sono attribuibili al paziente che non ha percepito i rischi potenziali del diabete e l'importanza del buon controllo glicemico per ridurli. Aleggia poi un falso mito sulla terapia insulinica, una vera "leggenda metropolitana", e cioè che il suo avvio coincida, con una relazione causale, con la comparsa di gravi complicanze. È il mito che la terapia insulinica aggravi la malattia. Ancora oggi capita di sentire queste frasi: "Mia madre ha iniziato a fare le punture di insulina ed è diventata cieca" oppure "Mio padre ha iniziato l'insulina e dopo poco tempo gli hanno tagliato un piede" oppure "Un mio amico faceva l'insulina ed è finito in dialisi". Non è stata la terapia insulinica a causare queste complicanze ma, piuttosto il ritardo dell'inizio della terapia e i molti anni trascorsi in cattivo controllo glicemico. L'insulina non fa diventare ciechi, non causa amputazioni e non è responsabile di insufficienza renale con la necessità della dialisi. Il diabete mal controllato per molto tempo, invece, può causare queste gravi complicanze del diabete.
Oggi abbiamo molte alternative valide alla terapia insulinica che solo pochi anni fa non erano disponibili. Tuttavia anche nel diabete tipo 2 ci sono situazioni cliniche in cui le iniezioni di insulina (in genere una sola iniezione al giorno) sono assolutamente indispensabili perché il pancreas non riesce più a produrre una quantità sufficiente di questo ormone prezioso e per noi vitale.

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