Il GLP-1 è un ormone prodotto dall'intestino che regola la secrezione pancreatica di insulina e glucagone, i due principali ormoni che controllano la glicemia. Ha anche azioni su alcune aree del cervello, riducendo il senso di fame, sullo stomaco, riducendone la velocità di svuotamento, e su altri organi. L'ormone agisce legandosi ad un recettore specifico e questo legame innesca poi le varie azioni biologiche.
Negli ultimi 10 anni si sono resi disponibili per la terapia del diabete tipo 2 varie molecole che, legandosi al recettore del GLP-1 in quanto più o meno simili al medesimo, riducono la glicemia. Lo fanno però in maniera "intelligente" cioè quanto basta e senza indurre ipoglicemia.
Le molecole di questa classe attualmente disponibili sono exenatide, liraglutide, lixisenatide e dulaglutide. La prima e l'ultima di questo quartetto di farmaci a ono disponibili in preparazioni che prevedono una sola iniezione settimanale. Le altre due vengono iniettate una volta al giorno. Lixisenatide agisce soprattutto sulla glicemia post-prandiale. Liraglutide ha un effetto più duraturo nella giornata.
Si tratta di farmaci con una efficacia pari a quella dell'insulina basale e che possono essere usati insieme a farmaci orali (es. metformina) oppure con insulina.
All'inizio della terapia con questi farmaci circa una persona su 5-10 lamenta nausea o più raramente vomito. Il disturbo tende a scomparire nell'arco di poche settimane in quasi tutti i soggetti.
Oltre all'effetto favorevole sulla glicemia, questi farmaci riducono il peso corporeo (in media 4-5 kg) e la pressione arteriosa (in media 2-3 mmHg).
Liraglutide ha anche mostrato importanti benefici cardiovascolari nei soggetti con precedenti eventi (infarto, ictus) o con alto rischio di averne. Per questi soggetti è raccomandata dalle società scientifiche, inclusa la Società Italiana di Diabetologia.